Ellade Peller: L’impegno e la partecipazione nel CCRR di Nomaglio

// 27/03/2025

Ellade Peller: L’impegno e la partecipazione nel CCRR di Nomaglio

Ellade Peller, Sindaco di Nomaglio e tutor del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi (CCRR) del suo comune, rappresenta un esempio di dedizione e passione verso l’impegno civico e l’educazione delle giovani generazioni. Con un’esperienza pluriennale come insegnante e riferimento della sua comunità, ha scelto di dedicarsi al CCRR con l’obiettivo di promuovere la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze alla vita politica e sociale del suo paese. Il suo ruolo di tutor è centrato sull’ascolto, sul supporto e sulla valorizzazione delle idee e dei progetti dei giovani. In questa intervista, Ellade Peller condivide la sua visione dell’esperienza del CCRR, riflettendo sull’importanza della gentilezza, della collaborazione e della crescita reciproca tra le nuove generazioni e le istituzioni locali.

 

Di cosa ti occupi come tutor del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi e come supporti i giovani componenti del CCRR?

Seguo il CCRR passo passo, partecipando ad ogni incontro, ad ogni attività e ad ogni esperienza che il CCRR organizza o in cui è coinvolto, oltre ad occuparmi della parte amministrativa e burocratica. Cerco di svolgere al meglio il ruolo di facilitatore: ascoltando, stimolando e favorendo la realizzazione dei progetti delle ragazze e dei ragazzi.

Perché hai scelto di diventare tutor del CCRR della tua comunità?

Sono sindaca da molti anni e nel corso del tempo ho sempre cercato di promuovere attività che coinvolgessero bambini e ragazzi; il CCRR mi ha dato l’occasione per strutturare il coinvolgimento e dare alle attività svolte anche la giusta rilevanza formale, per sottolinearne l’importanza. Inoltre il CCRR mi ha dato la possibilità di condividere l’esperienza educativa, che ho svolto come insegnante altrove, anche con ragazze e ragazzi del mio paese e soprattutto mi ha permesso di condividere con loro esperienze ed emozioni.

Cosa speri che i componenti del CCRR apprendano da questa esperienza?

Oltre a comprendere i valori della democrazia ed i meccanismi che la garantiscono, io spero che l’attività del CCRR avvicini e appassioni ragazze e ragazzi alla vita del paese e, attraverso di essa, alla “res publica” intesa proprio come “cosa di tutti” e quindi responsabilità di ognuno.

Cosa hai imparato finora sui giovani nel tuo ruolo di tutor di un CCRR?

Ho avuto la fortuna di trascorrere la mia vita lavorativa con bambine e bambini, ragazze e ragazzi, e anche nell’esperienza del CCRR ho avuto la conferma che sono pieni di entusiasmo, di proposte, di voglia di fare, di attenzione all’ambiente e alle fragilità.

In che modo fare rete tra i vari CCRR, impiegando la gentilezza come filo conduttore, può contribuire a valorizzare l’attività svolta da ciascun consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi?

Creare una rete significa allacciare relazioni e collaborazioni, favorire lo scambio di esperienze, diffondere buone prassi ed esempi virtuosi e quindi promuovere l’attività di ognuno in un contesto più ampio che rafforza, rispetta, include e sostiene.

A partire dalla tua esperienza, che consiglio ti senti di dare a chi sta per diventare tutor di un CCRR?

Il tutor è un facilitatore che deve saper accogliere, ascoltare, condividere e valorizzare.

Cosa significa per te essere il tutor di un CCRR che dà spazio alla gentilezza?

Sento una grande responsabilità: garantire la partecipazione attiva delle ragazze e dei ragazzi alla vita del paese, all’insegna dell’inclusione e della solidarietà, è un’esperienza educativa, emozionale e di crescita per tutti ed è un grande valore aggiunto per la comunità.