Il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi è uno spazio in cui gli alunni imparano ad ascoltare, confrontarsi e partecipare alla vita della scuola in modo attivo e responsabile. Come tutor del CCRR di Gonars, Giulia Zucchetto accompagna i giovani rappresentanti nell’organizzazione degli incontri, nel dialogo tra le classi e il Consiglio e nella gestione degli strumenti utili al loro lavoro.
Grazie all’esperienza maturata nel progetto L’Ora di Lezione Non Basta, Giulia ha scoperto il grande valore educativo di questi percorsi: i bambini sanno assumersi incarichi importanti e dare voce alla propria comunità con sorprendente serietà. Il CCRR vuole essere anche un luogo in cui la gentilezza guida le relazioni e le scelte.
Insieme ai ragazzi, Giulia Zucchetto costruirà passo dopo passo un Consiglio attento, partecipato e aperto alla collaborazione. Conosciamo Giulia:
- Di cosa ti occupi come tutor del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi e come supporti i giovani componenti del CCRR? Nella nostra scuola è attivo il C.R.A. (Consiglio dei Rappresentanti degli Alunni). A questo consiglio fanno parte i rappresentanti di tutti gli alunni, dalla 1^ elementare alla 5^. Solo che dalla 1^ alla 3^ i rappresentanti partecipano al Consiglio una volta al mese a rotazione, mentre gli alunni dalla 4^ alla 5^, che fanno parte del CCRR, sono eletti. Io mi occupo di redarre il calendario annuale degli incontri mensili e di comunicarlo tempestivamente ad insegnanti e alunni per favorire l’organizzazione all’interno delle classi, di predisporre e aggiornare la Classroom che raccoglie i verbali di tutti i gli incontri che gli alunni compilano.
- Perché hai scelto di diventare tutor del CCRR della tua comunità? Sono diventata tutor, perché ho fatto un corso all’interno del progetto L’Ora Di Lezione Non Basta (un progetto di Rete Nazionale che ha coinvolto per 4 anni 15 scuole sparse su tutto il territorio nazionale). Ho imparato come organizzare un Consiglio Scolastico, mi sono appassionata ai risvolti positivi riguardo alla sfera sociale degli alunni, stimolando in loro il senso di responsabilità e autonomia.
- Cosa speri che i componenti del CCRR apprendano da questa esperienza? Con l’esperienza del C.R.A. e del C.C.R.R. i bambini fanno esperienza pratica di ascolto reciproco e di strumenti decisionali di tipo democratico.
- Cosa hai imparato finora sui giovani nel tuo ruolo di tutor di un CCRR? Ho imparato che i bambini, fin dalla tenera età, sono in grado di prendersi incarichi e responsabilità. Fin da piccoli sono in grado di capire il valore della rappresentanza e sono molto seri nel portare a termine il loro piccolo compiti di “portavoce”: dalla classe al Consiglio e dal Consiglio alla classe.
- In che modo fare rete tra i vari CCRR, impiegando la gentilezza come filo conduttore, può contribuire a valorizzare l’attività svolta da ciascun consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi?Può sicuramente essere utile per non “sentirsi soli”, nel senso che a volte sembra che certe riflessioni vengano fatte oltre che solo a scuola, anche solo nella propria scuola, mentre se i bambini e anche i genitori cominciano a percepire che certe urgenze, come quella di tornare alla gentilezza, è percepito da molte altre scuole e da molti altri insegnanti, alunni e famiglie, ci si sente meno soli a portare avanti certe battaglie. I nostri alunni sono piccoli, l’esperienza del CCRR è utile a loro, ma è molto utile anche alle famiglie che li affiancano.
- A partire dalla tua esperienza, che consiglio ti senti di dare a chi sta per diventare tutor di un CCRR? Mettiti in ascolto! C’è molto più da imparare che da sapere già in questa attività. I bambini e i ragazzi hanno molto da insegnarci riguardo a ciò che avviene nel loro mondo dentro e fuori dalla scuola.
- Cosa significa per te essere il tutor di un CCRR che dà spazio alla gentilezza? Ancora non lo so, voglio costruire questa dimensione del CCRR assieme ai bambini che ne faranno parte nei prossimi anni.