Educare alla cittadinanza attiva: l’esperienza del CCRR di Vercurago, con Sonia Valsecchi

// 25/12/2025

Educare alla cittadinanza attiva: l’esperienza del CCRR di Vercurago, con Sonia Valsecchi

La Rete dei Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi è fatta di progetti, idee e iniziative, ma soprattutto di persone che ogni giorno scelgono di credere nei giovani e nel valore della cittadinanza attiva. Tra queste figure fondamentali ci sono i tutor, adulti di riferimento che accompagnano i ragazzi con passione, ascolto e responsabilità.

In questa intervista conosciamo Sonia Valsecchi, tutor del CCR del Comune di Vercurago (Lecco) e docente presso la Scuola secondaria di primo grado Massimiliano Kolbe, sede staccata dell’Istituto Comprensivo A. Manzoni di Calolziocorte. Da cinque anni Sonia accompagna con entusiasmo i ragazzi nel loro percorso all’interno del CCRR, trasmettendo loro l’importanza dell’impegno, della partecipazione e dello sguardo critico sulla realtà.

Dalle elezioni alle attività concrete sul territorio, dagli eventi simbolici alle azioni di cura della comunità, il suo racconto restituisce un’immagine autentica di un CCR che cresce mettendo al centro la gentilezza, lo stare bene insieme e la possibilità di sbagliare per poi migliorarsi.

Un’intervista che parla di ascolto, fiducia nelle nuove generazioni e semi di gentilezza da coltivare insieme, dentro e fuori la scuola.

Buona lettura.

 

Di cosa ti occupi come tutor del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi e come supporti i giovani componenti del CCRR? Perché hai scelto di diventare tutor del CCRR della tua comunità?

Sono tutor del CCR della scuola in cui lavoro da cinque anni e collaboro a questo progetto con grande entusiasmo, un entusiasmo che cerco ogni giorno di trasmettere ai miei ragazzi. Metto impegno e serietà in ciò che faccio perché credo profondamente nel valore della cittadinanza attiva e nelle nuove generazioni: sono loro il nostro futuro e, un domani, tutto sarà nelle loro mani.

Credo molto nelle tematiche che affrontiamo ogni anno e cerco di aiutare i ragazzi a leggere la realtà con occhi critici e consapevoli. È proprio per questi motivi che mi sono resa disponibile a diventare tutor del CCR.

Ogni anno, con l’aiuto degli ex consiglieri, presento il progetto agli studenti delle classi prime, stimolandoli a partecipare in modo attivo. Mi occupo della raccolta delle candidature, dell’organizzazione delle elezioni e del coordinamento con l’amministrazione comunale per l’elezione del Sindaco dei ragazzi.

Una volta formato il CCR, organizzo le convocazioni, sia in presenza che online, e sostengo le loro proposte: dalle iniziative più semplici, come la festa di Halloween o gli addobbi natalizi per rendere la scuola un ambiente più bello e accogliente, fino a momenti più significativi come la giornata contro la violenza sulle donne, le iniziative contro il bullismo, eventi speciali come il ballo di fine anno o le attività di clean-up per le vie del paese e della scuola.

Cosa speri che i componenti del CCRR apprendano da questa esperienza?

Quest’anno il nostro percorso è davvero nuovo e particolare. La gentilezza e lo stare bene insieme devono essere le basi della nostra vita. Spero che questo progetto insegni ai ragazzi la bellezza del sorriso, del dare una mano agli altri, del guardare le persone con occhi nuovi e capire che donare non è così difficile, anzi.

Mi auguro anche che comprendano che sbagliare fa parte del cammino e che c’è sempre la possibilità di recuperare, rimediare e migliorarsi.

Cosa hai imparato finora sui giovani nel tuo ruolo di tutor di un CCRR?

Amo stare con i giovani. Insegno da quasi venticinque anni e continuo ad amarli profondamente. Amo guardarli negli occhi: in loro vedo me stessa da ragazza, vedo sogni, desideri e speranze.

Vedo anche le loro paure e fragilità, ma soprattutto una grande voglia di essere ascoltati. E questo, per un adulto, è un dono e una grande responsabilità.

In che modo fare rete tra i vari CCRR, utilizzando la gentilezza come filo conduttore, può contribuire a valorizzare l’attività di ciascun consiglio?

Fare rete è sempre una ricchezza. In questo contesto significa spargere semi di gentilezza, condividere le proprie azioni, confrontarsi e imparare dagli altri. Ogni esperienza diventa così più forte, più significativa e capace di lasciare un segno.

A partire dalla tua esperienza, che consiglio ti senti di dare a chi sta per diventare tutor di un CCRR?

L’unico consiglio che mi sento di dare è questo: sii te stesso. Metti te stesso, le tue parole e i tuoi pensieri, senza sovrastrutture. Sii pronto ad ascoltare davvero i ragazzi: hanno parole stupende nei loro cuori.

Cosa significa per te essere tutor di un CCRR che dà spazio alla gentilezza?

Il nostro CCR ha sempre dato spazio alla gentilezza, alla cura, all’attenzione verso l’ambiente e verso gli altri. In questo percorso mi sento davvero a mio agio, perché la gentilezza non è solo un tema: è un modo di stare insieme e di costruire comunità.