C’è un momento in cui una piccola idea smette di essere soltanto un’intuizione e diventa una possibilità concreta per una comunità. È quello che è accaduto a
Torino, al Palazzo della Regione Piemonte, dove si è svolto l’incontro conclusivo della sperimentazione regionale sui Consigli Comunali dei Piccoli, nata nell’ambito del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza. Una giornata di condivisione che ha visto protagonisti bambine e bambini, insegnanti, genitori, dirigenti scolastici, amministratori comunali e rappresentanti delle istituzioni, riuniti per raccontare un’esperienza che, partita da una semplice domanda, è oggi pronta a guardare oltre i confini del Piemonte.
Tutto è iniziato quattro anni fa, quasi per caso, durante un incontro presso l’Istituto Comprensivo di Candelo. A porre la domanda che avrebbe dato origine al progetto fu Monica Pieri, insegnante della scuola dell’infanzia, che si chiese perché nei Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi non potessero essere coinvolti anche i bambini più piccoli. Un’intuizione semplice, ma capace di aprire una strada nuova. Il professor Luca Nardi, presidente dell’associazione Cor et Amor che coordina Costruiamo Gentilezza, credette immediatamente in quell’idea e, con il sostegno del dirigente scolastico Antonello Papa, prese avvio un percorso sperimentale destinato a crescere rapidamente. Nell’anno scolastico 2024-2025 la scuola dell’infanzia di Candelo ha sperimentato il primo Consiglio Comunale dei
Piccoli, trasformando l’idea in una concreta esperienza di partecipazione e cittadinanza.
Da quella prima esperienza è nata, nell’anno scolastico successivo, una rete pilota che ha coinvolto ben 19 Comuni e scuole dell’infanzia di cinque province piemontesi: Brossasco, Canale, Candelo, Caprie, Carrù, Castagnole delle Lanze, Castello d’Orba, Castiglione Torinese, Cisterna, Costigliole Saluzzo, Montaldo Roero, Pianezza, Ronco Biellese, Sampeyre, Settimo Torinese, Serravalle Scrivia, Stazzano, Strona e Vezza d’Alba. Sono stati coinvolti inoltre 14 istituti comprensivi, a testimonianza di una partecipazione ampia e trasversale, capace di mettere in rete scuole, Comuni e territori diversi.
I numeri raccontano la dimensione raggiunta dalla sperimentazione: 120 insegnanti della scuola dell’infanzia, 45 sezioni e 270 bambine e bambini hanno preso parte al progetto. A presentarli, all’inizio dell’incontro al Palazzo della Regione, è stata Clara Fusco, pedagogista e dottoranda dell’Università di Bologna. Ma dietro quei numeri ci sono soprattutto volti, voci, idee e gesti quotidiani. Ci sono bambini che hanno scoperto di poter essere protagonisti della propria comunità e
adulti che hanno scelto di ascoltarli.
Durante l’incontro, infatti, i Consigli Comunali dei Piccoli hanno raccontato le attività realizzate nel corso dell’anno scolastico, mostrando come la partecipazione possa diventare concreta già a partire dalla scuola dell’infanzia. Il percorso è iniziato con l’approvazione dei regolamenti da parte dei Comuni, è proseguito con le visite dei bambini nei municipi, la conoscenza dei sindaci e degli amministratori e si è trasformato poi in tante azioni gentili rivolte alla comunità. I piccoli consiglieri hanno realizzato casette per gli uccelli da collocare nei cortili delle scuole, fatto numerose visite alle RSA, creato le Carte d’identità dei cittadini gentili, incontrato la Caritas, partecipato a Puliamo il Mondo e alla Festa della Polizia di Stato. Hanno realizzato segnaletiche in CAA, piantato alberi, partecipato a puntate radiofoniche su Radio Spazio Ivrea per condividere con la comunità il lavoro svolto e trasformato una semplice scala in un percorso di parole gentili.
Accanto alle attività più visibili, però, c’è una dimensione ancora più importante: l’attenzione ai piccoli comportamenti che ogni giorno contribuiscono a far stare bene insieme le persone. Un saluto, un grazie, un gesto di cura, l’ascolto dell’altro. È proprio qui che la gentilezza diventa educazione civica e la scuola diventa il primo luogo in cui imparare a sentirsi parte di una comunità.
Ad ascoltare i bambini dei Consigli Comunali dei Piccoli nella prestigiosa sede del Palazzo della Regione Piemonte sono stati numerosi rappresentanti istituzionali: il direttore dell’Ufficio Scolastico
Regionale del Piemonte, dottor Stefano Suraniti, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, dottor Luciano Tagliaferri, l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, la consigliera regionale Elena Rocchi e il Garante regionale per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Giovanni Ravalli. Particolarmente significativo è stato il benvenuto del vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, che ha accolto i piccoli protagonisti in uno dei luoghi simbolo delle istituzioni regionali.
La presenza della delegazione toscana ha dato inoltre alla giornata un significato che va oltre la conclusione della sperimentazione piemontese. Erano presenti Germana delle Canne, vicaria dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Galilei di Pisa, e il direttore dell’USR Toscana Luciano Tagliaferri. Pisa e la sua
provincia saranno infatti la Capitale nazionale di Costruiamo Gentilezza 2027, con l’Istituto Comprensivo Vincenzo Galilei di Pisa come ente capofila. Proprio per questo, l’obiettivo del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza è quello di estendere nell’anno scolastico 2026-2027 la sperimentazione dei Consigli Comunali dei Piccoli dal Piemonte alla Toscana, portando anche in nuovi territori questa esperienza di partecipazione e cittadinanza.
E il futuro sembra già essere iniziato. Tra i Comuni e le scuole dell’infanzia interessati a proseguire il percorso c’è Caselle, presente all’incontro con una rappresentanza della scuola dell’infanzia e dell’amministrazione comunale. Un segnale concreto di come l’esperienza stia suscitando interesse e stia creando nuove possibilità di collaborazione.
A rendere possibile la riuscita dell’evento, insieme a Luca Nardi, Clara Fusco e Germana delle Canne, hanno contribuito anche gli ambasciatori di Costruiamo Gentilezza Francesca Trichilo, Mirella Grosso e Daniela Ferro.
Al termine della giornata, ciò che rimane più forte non sono soltanto i numeri della sperimentazione, pur importanti, ma la consapevolezza che una domanda nata quattro anni fa può oggi
diventare una risorsa da mettere a disposizione di altre scuole e di altri Comuni. I Consigli Comunali dei Piccoli dimostrano infatti che il senso civico non ha un’età minima e che anche i bambini della scuola dell’infanzia possono essere protagonisti della vita della propria comunità, se agli adulti viene chiesto prima di tutto di ascoltarli e di dare fiducia alle loro idee.
Dal Piemonte alla Toscana, da Candelo a Pisa, il percorso continua. Una piccola intuizione è diventata una sperimentazione, la sperimentazione si è trasformata in una rete e la rete ora si prepara a crescere ancora. Perché quando si dà spazio alle idee dei bambini, la gentilezza non rimane soltanto una buona intenzione: diventa un modo concreto di costruire comunità, partecipazione e futuro.