Sara è un’architetto e arteterapeuta con una solida esperienza come amministratore comunale. La sua passione per le dinamiche sociali, in particolare quelle rivolte alle fasce fragili, l’ha spinta a impegnarsi attivamente nella comunità. Organizza attività extrascolastiche per giovani delle scuole medie e superiori, il suo approccio si basa sull’ascolto e sulla comprensione dei bisogni degli adolescenti, aiutandoli a raggiungere i loro obiettivi. In questa intervista, Sara condivide la sua esperienza come tutor del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze (CCRR), raccontando il valore di creare uno spazio di crescita, comunicazione e collaborazione per i giovani, e l’importanza di farlo con gentilezza e rispetto.
Di cosa ti occupi e come supporti i giovani?
Sono Sara Vallero, architetto e arteterapeuta, ex amministratore comunale. Mi occupo di dinamiche sociali rivolte alle fasce fragili. Organizzo attività extrascolastiche coinvolgendo i ragazzi delle scuole medie e superiori nel supporto ai più piccoli. Il mio sostegno si basa sull’ascolto e comprensione dei loro bisogni, offrendo la modalità per raggiungere gli obiettivi.
Perché hai scelto di diventare tutor del CCRR della mia comunità?
Ho accettato di diventare Tutor del CCR dopo richiesta della vicesindaca. I ragazzi del nostro CCR hanno dai 13 ai 16 anni, età in cui l’identità si costruisce e poter offrire loro uno spazio dove esprimersi, scoprire sé stessi e imparare a comunicare in modo autentico al fine di crescere come parte attiva della nostra piccola comunità penso sia un’importante occasione a cui non ho potuto sottrarmi.
Cosa speri che i componenti del CCRR apprendano da questa esperienza?
Che imparino a riconoscere l’importanza del dialogo, della collaborazione al fine di contribuire attivamente al benessere comunitario. Cosa ho imparato finora sui giovani nel mio ruolo di tutor? Ho scoperto che i giovani hanno una capacità straordinaria di resilienza e creatività, sanno trovare soluzioni originali ho imparato dare loro spazio e fiducia.
In che modo fare rete tra i vari CCRR, impiegando la gentilezza come filo conduttore, può valorizzare l’attività svolta?
Fare rete tra i vari CCRR significa creare un tessuto di connessioni che permette lo scambio di esperienze, idee e buone pratiche. Il mio consiglio per chi sta per diventare tutor: mettetevi in ascolto, ascoltate le storie, le emozioni e le idee dei ragazzi senza giudizio, ponetevi come facilitatori alla giusta distanza.
Cosa significa per te essere il Tutor di un CCR che dà spazio alla gentilezza?
Significa entrare in empatia, valorizzare le loro unicità, creare fiducia e rispetto. Ogni idea è condivisa e ogni emozione ha il suo spazio, è apprendimento reciproco per un bene comune.